I Soliti Ignoti: i 60 anni di un film mitico

Il 2018, tra le tante ricorrenze, ne porterà una molto importante: 60 anni fa veniva girato e proiettato nei cinema di tutta Italia uno dei film simbolo del nostro cinema, “I Soliti Ignoti”, per la regia di Mario Monicelli.

A cura di Marco Cingottini

La storia di una scalcinata banda di ladri che pensano di effettuare il colpo della loro vita scassinando la cassaforte(la “comare” nel loro gergo) del Monte dei Pegni: le cose non finiranno proprio come loro avrebbero desiderato.

https://www.ibs.it/generic-title-film-mario-monicelli/e/8057092001288

Il cast è straordinario: prima di tutto Vittorio Gassman, che fino ad allora aveva interpretato ruoli prevalentemente drammatici, nei panni del grottesco pugile fallito e affetto da balbuzie Giuseppe Baiocchi, conosciuto da tutti come Peppe “Er Pantera”; poi Marcello Mastroianni nella parte di Tiberio Braschi, un fotografo squattrinato con moglie in carcere e un piccolo bambino da crescere, infine Renato Salvatori, reduce dal successo di “Poveri ma belli”, nella parte di Mario Angeletti, un giovane cresciuto in orfanotrofio che cerca disperatamente di sbarcare il lunario. Insieme a questi attori affermati ci sono caratteristi come Tiberio Murgia (Ferribotte) e Carlo Pisacane (il mitico Capannelle). Ma non finisce qui: nella parte dell’esperto di casseforti Dante Cruciani uno strepitoso Antonio De Curtis, in arte Totò!

Osservatelo in questa scena mentre istruisce la banda su come scassinare una cassaforte:

Chiudono il cast Memmo Carotenuto, straordinario nella parte dell’arrabbiato e sfortunato Cosimo, e le giovani e belle Carla Gravina e Claudia Cardinale, quest’ultima nella parte della sorella del gelosissimo “Ferribotte”: di lei si innamorerà il personaggio interpretato da Renato Salvatori.

L’ambientazione della pellicola vede una Roma di periferia come appariva alla fine degli anni 50, alle soglie del famoso “boom economico”, dove la gente cercava in maniera più o meno lecita di guadagnare denaro. Emblematico uno dei primi dialoghi quando Capannelle, in cerca di Mario Angeletti, domanda ad un ragazzo se conosce un certo Mario. Nel video qui sotto possiamo godere delle risposte del giovane:

Ecco, questo fa capire in che mondo si muovano i protagonisti del nostro film. In una delle ultime scene Capannelle urla a Peppe er Pantera: “Peppe dove vai? Guarda che lì ti fanno lavorare!”. Soggetti con l’allergia per il lavoro, in una parte di Roma lontana dalle luci del centro storico.

La bravura di Monicelli e degli sceneggiatori Age & Scarpelli e Suso Cecchi D’Amico è stata quella di aver costruito un film che è una sorta di commedia “neorealista”: rendere divertente, e per certi versi esilarante, la situazione drammatica in cui versava l’Italia di quegli anni, soprattutto le periferie degradate delle grandi città, che erano state raccontate in maniera mirabile dal Pasolini di “Ragazzi di vita”.

Qui bisogna tornare a parlare anche della immensa bravura dell’intero cast: non solo Gassman, Mastroianni o Totò, ma anche i Tiberio Murgia e Carlo Pisacane offrono una interpretazione straordinaria dei loro personaggi. Il Capannelle vecchio, magro e affamato – proverà a mangiare persino la pappina per il figlio di Mastroianni – è rimasto ancora oggi indimenticato da ogni appassionato di cinema. Oppure le frasi solenni di Ferribotte che faranno dire a Peppe er Pantera, nel sequel L’Audace colpo dei soliti ignoti, “ogni sua parola, una sentenza!”.

https://theredlist.com/wiki-2-17-513-863-821-988-view-comedy-romance-5-profile-1958-bbig-deal-on-madonna-street-b.html

Insomma, un grande film corale, dove ogni attore offre un elemento fondamentale per la riuscita del film, questo grazie anche al fatto che ogni personaggio era stato disegnato in maniera perfetta.

Il mondo della piccola malavita romana si presentava così in quel periodo storico, lontano da quello violento che rappresenterà la famigerata Banda della Magliana, e prima che gli ideali politici arrivassero a creare terrore nella città eterna.

Ma questa banda di ladri, in fondo piuttosto ingenua ma non priva di inventiva, alla fine suscita una simpatia sincera, e si rimane coinvolti dalla loro voglia di effettuare questo colpo, tifando per la buona riuscita finale .

http://romaemunicipi.blogspot.it/2014/03/municipio-x-un-set-fuori-dagli-studi-di.html

“I Soliti Ignoti” inaugurerà ufficialmente quella che noi conosciamo come il genere della “Commedia all’italiana” e che caratterizzerà il nostro cinema negli anni ’60 e ’70. L’anno dopo, nel 1959, verrà girato il sequel “L’audace colpo dei soliti ignoti” per la regìa di Nanny Loy con il cast quasi identico, Nino Manfredi prenderà il posto di Marcello Mastroianni, e si rivelerà al suo stesso livello, se non addirittura migliore.

In conclusione, una pellicola che ha fatto letteralmente storia e che ancora oggi insegna come si deve scrivere una sceneggiatura di alto livello, con dialoghi strepitosi e attori straordinari.

 

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Un pensiero riguardo “I Soliti Ignoti: i 60 anni di un film mitico

  • 12 gennaio 2018 in 18:47
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    Ottimo articolo ben scritto. Questa saga e una delle poche insieme ai primi due PADRINO delle quali non riesci a scegliere se la prima parte e piu bella della prima o viceversa.ancora complimenti all articolista.

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