Simone Innico

 

Sono Simone, anni ventiquattro, torinese.
Studente di filosofia, e siccome alla disciplina è subito associata la domanda «e dopo che fai?», aggiungo che sto mirando dritto dritto alla carriera giornalistica (senza per questo disdegnare la possibilità sempre aperta dell’insegnamento). Tante le fonti dalle quali traggo materiale su cui rimuginare, ma nel corso dei miei studi sono tre gli autori che –finora– hanno segnato maggiormente il mio orizzonte di riflessione: Friedrich Nietzsche in tempi più adolescenti, Ludwig Wittgenstein con la maggiore età, e Hilary Putnam in data odierna. In ambiente non accademico il pantheon si allarga ad abbracciare Mohandas Karamchand Gandhi, Virginia Woolf, e i due più grandi poeti che abbiano mai camminato su questo mondo: Federico García Lorca e il suo discepolo Leonard Cohen. Per quanto riguarda la “geografia” dei miei interessi, mi muovo tra le regioni della filosofia del linguaggio, la questione del realismo, etica, sociologia, storia contemporanea, pensiero orientale (pratico lo za-zen), letteratura femminile e femminista (romanzo preferito: Orgoglio e Pregiudizio, Jane Austen), musica e poesia.

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