Paratissima13 – Day #4

Anche oggi vi raccontiamo come abbiamo passato la nostra quarta (e penultima) giornata a Paratissima13 – Superstition all’ex-caserma La Marmora, in via Asti 22 a Torino. Ecco altri cinque artisti che abbiamo avuto il piacere di incontrare e intervistare per voi!

 

Federica Vinci

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Mi chiamo Federica Vinci, sono di Cagliari e attualmente mi sto specializzando all’Accademia Albertina a Torino. Nasco come scenografa ma ultimamente mi sono accostata al ritratto.
I soggetti della serie che ho portato a Paratissima sono bambole, frutto di sogni e incubi in cui io stessa incontro esseri umani dai tratti somatici deformati e dalle espressioni tristi, che imparo a conoscere ed esorcizzare, trasponendole nella mia arte. Questo tipo di soggetto è stato indagato da molti artisti in differenti parti del mondo, senza che essi siano mai venuti in contatto tra loro, per questo motivo varrebbe la pena indagare il particolare fenomeno anche dal lato psicologico: è come se ci fosse qualcosa di ineffabile ad accomunarli. La corrente cui sono ascrivibili i miei lavori si chiama “Pop Surrealismo” ed è esplosa dopo l’uscita del film “Big Eyes”, anche se ho cominciato a lavorare alle bambole molto tempo prima.
L’argomento profondo che trattano le mie Bambole, qui a Paratissima 13, è quello della sterilizzazione forzata: piaga terribile che ha coinvolto numerose Nazioni in periodi diversi e che, ancora oggi, silenziosamente, troppo silenziosamente, affligge molte donne. Le protagoniste cui volevo dato voce, sono due donne sudamericane e una ragazza giapponese albina.
La mia tecnica prevede l’uso di matite e gessetti, in questo caso, su carta da spolvero.

 

Nadia Anna Crosignani

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Mi chiamo Nadia Anna Crosignani, mi occupo di arte da sempre e ho lavorato nel campo della pubblicità. La mia immaginazione dà spesso vita a paesaggi urbani, intesi non come luoghi ideali ma come luoghi del suo vissuto, che ci vengono trasmessi attraverso il filtro della personale visione e quindi della mia persona.
Ma il mio soggetto più frequente sono le donne. Non è l’aspetto meramente estetico che mi interessa, quanto più il lato dei sentimenti di cui le donne sono portatrici. E’ difficile guardare dentro alle donne e alle persone sensibili, per questo nelle mie opere la zona del viso che ospita gli occhi è resa con un taglio.
In ogni quadro i soggetti assumono pose femminili perché le donne sono sempre belle, anche nelle situazioni più difficili, anche nella malattia. E questo è un aspetto che non va mai dimenticato.
Generalmente la mia tecnica prevede l’utilizzo di spatola e acrilico su tela ma la mia ricerca è anche indirizzata verso la terza dimensione. Nelle opere che propongo a Paratissima interviene l’uso di reti metalliche che paiono assumere, però, la consistenza del tulle. Questo scambio di significati spiega bene la doppia natura di ogni donna: delicata e forte allo stesso tempo.

 

Francesco Biglia

http://gigart.com/

 

Sono Francesco Biglia. Ho deciso di presentare a Paratissima due opere. La prima è in perfetta linea con il tema di quest’anno: la superstizione, e raffigura un teschio. La seconda è una natura morta molto particolare che descrive due sgombri. L’ispirazione è arrivata da due veri sgombri incartati dal pescivendolo che giacevano sulla carta ancora imbevuta di sangue. Nell’opera il rosso si trasforma del tutto e viene reso con colori forti e luminosi.
Sebbene i soggetti di queste due opere siano riconoscibili, mi piace dedicarmi a soggetti astratti che nascono direttamente dalla mia fantasia, senza un particolare motivo. Generalmente li creo “aggredendo” la tela e con l’uso di acrilico e spatola.

 

Paolo Di Rosa

http://www.paolodirosa.it/

 

Mi chiamo Paolo di Rosa, vengo da Milano e questa è la mia seconda Paratissima. Le tele che presento risalgono alla mia produzione di acrilici su tela dell’ultimo anno. Il tema che ho voluto affrontare è quello della contrapposizione tra reale e onirico. Questi luoghi sono “non-luoghi” e ho voluto che si offrissero a una lettura soggettiva del visitatore, che può indagarli in profondità o semplicemente leggerli in chiave figurativa. Le parole d’ordine della poetica della mia arte sono: “Ironia, Poesia e Introspezione”.

 

Roberto Mitolo

 

https://www.facebook.com/roberto.mitolo

Sono Roberto Mitolo, classe 1986, e sono un architetto e artista torinese. La mia opera fa parte della sezione “In/stabilità” di Paratissima13, curata da Gaia Disarò e Tommaso Pagani. È la scena di un futuro distopico resa con la tecnica del collage digitale, la Digital Art. Tra le rovine di edifici che un tempo erano sede di sviluppo e benessere, si trova una famiglia tradizionale: il Padre lavoratore e capofamiglia, la Madre che si dedica alla crescita dei bambini e alle mansioni della casa e infine il figlio. Quello della famiglia è un legame talmente forte, nella nostra società, che alla lunga potrebbe risultare dannoso e portare alle estreme conseguenze apocalittiche descritte sulla tela.
In realtà quest’opera fa parte di un nuovo progetto, che comprende in totale nove tele, di cui ognuna racconterà una parte di questo futuro distopico è ritrarrà al suo interno una delle cause che nella mia personale visione potrebbe portare a una simile sventura.

 

 

 

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