Paratissima13 – Day #3

Vi raccontiamo un po’ la nostra terza giornata trascorsa a Paratissima13!
Domenica 5 novembre sarà l’ultima giornata disponibile per visitare la mostra e conoscere tantissimi artisti, pittori, fotografi, designer.. Accorrete numerosi! L’appuntamento è sempre nell’ex Caserma La Marmora (Via Asti, Torino)!

 

Roberta Binello

Sono Roberta Binello e il mio nome d’arte è “Robi creepy” perché i miei disegni sono stati definiti strani, un po’ inquietanti. Ho preso bene questa definizione, facendone la mia bandiera : l’essere un po’ strana, prendere le cose, rielaborarle e rimetterle sotto forma di immagine con molti simboli, è quello che desidero essere. Ciascun quadro ha dietro un pensiero, infatti potrei definirmi un po’ più simbolica che decorativa. Una composizione può derivare da qualcosa che ho letto, che ho visto o che penso.
Ad esempio, in questi 4 quadri sui viaggi il tema principale è la memoria. La memoria è un argomento molto presente nei miei lavori, in quanto ho una pessima memoria e quindi penso spesso a come si immagazzinano i ricordi nella nostra mente. Mi piace pensare ai viaggi come delle isole di memoria che, avendo un inizio e una fine, ti lasciano dei ricordi che puoi isolare in un’isola felice (o meno, in base alla contingenza). In generale mi piace elaborare il mondo per come lo vedo, per come lo percepisco, dando un’immagine “introspettiva”.

Gian Luca Zuccarello

Sono Gian Luca Zuccarello, sono nato a Bra, in provincia di Cuneo e vivo in provincia di Torino. Io propongo delle opere uniche, diverse. Ho creato questa nuova tecnica che consiste nel dipingere col pennello su un tappeto di erba sintetica e io stesso creo dei supporti. A me piace molto il gesto sportivo, infatti mi ispiro anche a questo.
In un’opera mi sono ispirato invece proprio al soggetto di Paratissima13, basandomi sul pensiero della superstizione freudiana e sul meccanismo di proiezione : Torino che proietta la superstizione al mondo.
Un’altra opera rappresenta la porta di un bagno torinese, del locale di Chiambretti. (ride) E’ un’opera quasi anti-consumistica, ci chiede se effettivamente abbiamo bisogno di qualcosa o no.

Jérémy Magniez

Mi chiamo Jérémy Magniez e vengo da Parigi, sono un architetto. Questo primo lavoro è una sorta di astrazione dell’idea delle prospettive di cambiamento del mondo. È una sorta di avvertimento, un campanello d’allarme, che ci ricorda l’instabilità del mondo. Il 50% del progresso è buono per il nostro pianeta, l’altro 50% è negativo. Questo vuole dimostrarci che esiste un modo per contrastare la sovrapproduzione di arte : un artista deve mantenersi libero, e non deve essere come un giornale che ogni giorno deve riportare una mole enorme di notizie in tempi rapidissimi (e infatti spesso si commettono errori). L’artista deve prendersi il giusto tempo, e una delle mie opere vuole dimostrare questo. Amo Torino perché è un posto bellissimo per l’arte e per l’architettura.

Roberta Capello

Mi chiamo Roberta Capello, sono una pittrice prima di tutto e poi anche fotografa.
Ho studiato presso l’Accademia di Belle Arti (pittura) e fotografo da 5 anni.
Il mio lavoro vuole far dialogare due arti diverse: pittura e fotografia.
I quadri vengono indossati come se fossero delle maschere che nascondono la figura ostentandola, c’è dunque questo gioco di apparenza.

Curatrici

Sono Camilla, studio Storia dell’Arte all’Università di Torino e sono appassionata di arte da sempre. Ho seguito il corso di preparazione per le curatrici di Paratissima, dove abbiamo imparato a livello pratico delle cose che in ambito accademico non vengono insegnate. Abbiamo fatto delle parti di grafica, architettura, allestimento, disallestimento, etc… Il tema della mostra l’abbiamo scelto noi, ed è stato come un gioco : ci hanno detto che le idee migliori sono le prime che butti fuori dal cervello. Noi non eravamo consapevoli di tutto ciò, ma il nostro tema è stato selezionato e quindi è nato tutto il lavoro. Abbiamo dovuto cercare su piattaforme, social e form, artisti che potevano essere attinenti al nostro tema, farceli approvare dalla direzione artistica, e poi li abbiamo contattati per concordare delle opere ad hoc per la nostra mostra e poi posizionarle, a volte anche grazie al loro aiuto, qui nella sala. Io sono molto affezionata a Django, un artista a 360° che ho dovuto inseguire in tutti i modi per portare qui le sue opere, ma in generale sono tutti artisti molto bravi e siamo soddisfatti del lavoro.

Sono Giulia e ho studiato all’Accademia delle Belle Arti di Brera e ho un Master in Exhibition Design.
Il tema della sala è sul mostro, in vari punti di vista. L’obiettivo finale è dare uno sguardo diverso; è un percorso di come il mostro abita dentro di noi, quindi le ansie e le paure che fuoriescono creano delle brutture. Ci sono denunce alla chirurgia estetica, al non rispetto del diverso (che spesso viene considerato “mostruoso”, ma in realtà è una questione di squarcio), e il messaggio è un po’ “teniamoci il nostro sguardo, per poi cogliere realmente cosa è bello”. Un altro messaggio riguarda la tecnologia, il “mostro del domani”; chissà cosa ne sarà della tecnologia, che è tutto nella nostra vita, ma…chissà!

 

 

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