Intervista a “Inquinamento luminoso”

Qualche tempo fa ho avuto l’onore di conoscere Inquinamento luminoso, un “qualcosa” che mi ha colpito sin dall’inizio, sia per il nome che per i contenuti, per le immagini, le parole… Allora sono andato un po’ a curiosare ed è uscita fuori questa breve intervista!

A cura di Roberto Testa

 

La prima cosa che viene da chiedersi è : perché questo nome? Da dove nasce la scelta?
Il nome nasce qualche estate fa mentre io, L**** e I**** (censuro i nomi dei miei amici) stavamo salendo in montagna a scattare le foto alla Via Lattea, sai per scattare alla Via Lattea hai bisogno di stare in una zona al buio, senza nessuna luce. Durante il tragitto L**** si lamentò dell’inquinamento luminoso, che, oltre a non fare scattare le foto migliori, ci stava rovinando il cielo; la stessa notte L*** mi consigliò di ricominciare a scrivere, io che avevo sempre scritto ma avevo lasciato le penne nel cassetto per un periodo di tempo. devo ringraziare lui, forse quella notte è nato Inquinamento Luminoso, quello che non sta distruggendo il cielo però, eh.

Quando hai iniziato a scrivere? Cosa credi che ci sia dietro il bisogno di scrivere, di comunicare, in ognuno di noi?

Ho aperto il mio primo blog nel 2011, ho tenuto lo stesso fino al 2014 ma penso che già i testi dei compiti di Italiano lasciavano riflettere la mia cara Prof. credo che scrivere sia la cura e la malattia insieme, ognuno ha bisogno di fare una cosa che gli faccia bene, per esempio io ho bisogno di rollarmi una sigaretta, bere un caffè al bar e guardarmi attorno, per me quello è già un qualcosa da raccontare. Ognuno di noi comunica in maniera diversa, pensa che l’altro giorno una persona sopra i 50 anni parlava male della nostra generazione proprio perché comunichiamo male, forse ha ragione o forse ha torto, non ti saprei mai rispondere perché io sono una di quelle persone che perde gli occhi nella camicetta della cameriera mentre si sta abbassando per servire il caffè, ci pensi che anche lei in quel momento sta comunicando qualcosa senza scrivere niente? Assurdo.

A differenza di molti, preferisci mantenere la tua identità anonima; se ti guardi intorno, soprattutto nei nostri canali social, trovi spesso “utenti” che inseriscono i propri nomi e cognomi ovunque, anche quelli che hanno dei nomi d’arte. Come mai questa scelta? (Inquinamento illuminoso su Facebook)

Posso risponderti subito dicendo che sono timido e mi vergogno di tutti, ma sotto sotto non è vero. Penso che la scelta sia giusta sotto alcuni punti di vista e sbagliata sotto altri. Ho deciso di dividere inquinamentoluminoso da me stesso perché quando una persone ti legge ti vede nudo mentre sei vestito, forse questa è la cosa che più mi dà fastidio, magari leggendo fraintende anche le cose e si fa un’idea di te sbagliata. Sotto alcuni punti di vista è sbagliata perché neanche tu che mi stai intervistando sai con chi stai parlando e penso che la cosa ti metta addosso sia un po’ di fastidio che di disagio. Per il resto, Niccolò Contessa dei Cani, Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, Mezzosangue, e anche Salmo i primi tempi cantavano con delle maschere o con dei sacchetti per coprire il volto, spesso l’idea interessava molto, ma pochi di loro sono riusciti a restare anonimi con il mondo, purtroppo..

 

 

“Inquinamento luminoso è un progetto artistico, ambientale, umano, distruttivo, depresso, pornografico, che si basa su storielle di quinta elementare”. Ma se dovessi scegliere l’attributo che più si avvicina al tuo progetto, tra questi, quali sceglieresti? Perché?

Penso “Umano” perché è quello più realistico. Quando, attraverso uno schermo, riesci a far capire qualcosa e a trasmettere qualcosa, forse stai iniziando a fare le cose giuste. tutti gli altri attributi possono tranquillamente girare attorno all’essere “Umano” se ci pensi. forse quello che oggi sento distanti sono le “storielle di quinta elementare” che piano piano stanno diventando racconti per dei bambini quasi adulti.

Il social che più utilizzi è Instagram (visita il profilo), che nasce come network per fotografie istantanee; come mai questa scelta? Ogni volta utilizzi delle foto o delle immagini sotto le quali pubblichi i tuoi testi, le tue riflessioni e tutto ciò che hai da dire : quanto credi sia importante una foto al giorno d’oggi?

Sai, come direbbe Sorrentino: “Nasce tutto dalla noia” e la noia quel giorno di luglio mi portò ad aprire un contatto Instagram per gioco, dovevamo sperimentale una cosa io ed un mio amico con instagram e per farlo avevamo bisogno di un account. E da quel momento mi sono trovato un nuovo mondo, subito avevo messo il nome “inquinamentoluminoso” e la prima immagine del profilo era un tramonto rosso, il più rosso che abbia mai visto, fotografato al campeggio qualche settimana prima. Poi niente, scrissi un “primo testo” e ricordo che dopo neanche una settimana arrivò il primo direct (fino ad allora ero all’oscuro che si potesse chattare su Instagram) da quel giorno è nato tutto per caso. vero! per ogni testo metto una foto che magari centri qualcosa, giusto perché penso che la fotografia sia la cosa più incredibile che ci sia. a volte dimentichiamo le foto che ci scattiamo, miliardi di autoscatti imprigionati per sempre dentro il nostro iphone, io so quanto è importante una fotografia, ho una polaroid e miliardi di foto che non ho mai attaccato sul muro, chissà perché poi..

 

 

Il tuo stile è molto inusuale, perché sembra una via di mezzo tra la poesia e la prosa, tra delle riflessioni spontanee e dei romanzi già chiari nella tua mente. Ti rifai a qualcuno? Chi sono i tuoi autori preferiti? Ascolti musica mentre scrivi?

Lo so, è un caos abbastanza tranquillo però! scrivo quello che mi passa per la mente, racconto quello che vedo, quello che sento. anche se sui social (Instagram, etc) mi viene abbastanza difficile farlo, scrivo spesso nel treno forse perciò si percepisce questo “Caos tranquillo” e non vorrei paragonarmi a qualcuno o rifarmi a qualcuno, a volte non mi sento all’altezza, spero di rifarmi alla mia Anima, quella pulita, quella calma. ho molti artisti preferiti, forse troppi. In terza elementare mia mamma mi regalò un libro di Geronimo Stilton e quindi come primo “Artista” mettiamo lui (ride, ndr). Ma la mia passione per la scrittura è nata grazie a mio nonno, che prima mi regalò dei Manga di Dragon Ball e poi mi portò nella biblioteca del mio paese, riesco ancora a ricordare l’odore di quella piccola stanza (ora chiusa per sempre) il libro che presi fu il piccolo principe, ma negli anni ho letto praticamente di tutto, verso i 14 anni comprai “Altri Libertini” di Pier Vittorio Tondelli che consiglio a tutti. Ho amato quel libro in un modo assurdo, per come era scritto, per il dialettale Emiliano che c’era dentro, le parole sconce i racconti cupi e tristi di una generazione nata molto prima di me. Ricordo che nel periodo che uscì fu anche censurato, pensa che ormai le parole non vengono più censurate e nessuno fa partire qualche rivoluzione; Poi in alcune occasioni ripenso alla scrittura di Rino Gaetano, quella che nessuno riuscirà mai a smontare oppure a copiare, era il Futuro 40 anni prima. e posso dire che in alcune cose che ho scritto mi sono rifatto molto alla musica, è quella che mi aiuta, che mi da la spinta giusta. Deaudmau5 – Raise your weapon in loop mentre chiudo gli occhi e scrivo : per esempio questa è una di quelle canzoni che mi accompagna mentre scrivo da sempre.

Hai mai pensato di raccogliere tutti i tuoi pensieri da qualche parte, magari in un libro, in qualcosa che si può toccare con mano, oppure sei così fiducioso nei confronti della tecnologia e di internet che li lasci solo lì?

Già è successo! Già è successo! ho scritto un libro a mano (sul serio, eh). In un pomeriggio di ottobre mentre stavo prendendo un caffè, A***** mi consiglia l’idea di pubblicare un libro, in un primo momento non sapevo come fare, non sapevo se ero in grado o altro e quindi mi è venuta l’idea di scrivere questi sei libri (che sono dei mini quaderni comprati da Tiger) a mano. Sono stati vinti tramite una specie di contest (cosa che mi è stata consigliata da una amica, io volevo regalare questi “Libri” a gente random che mi segue) penso sia stata la cosa più umana che abbia fatto per questa specie di “progetto”. Riuscire ad andare oltre internet, fare leggere le tue cose scritte a mano, esiste una cosa più bella nella realtà? Spero che le mie cose non restino bloccate per sempre su internet, perché una cosa che ho scritto due settimane fa tra un mese verrà dimenticata, ma un libro scritto a mano è difficile non leggerlo ogni tanto, anche solo per noia.

 

 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Dopo tante domande belle e interessanti mi aspettavo la domanda che mi fa restare bloccato a guardare il vuoto.
Oggi non ti saprei rispondere sul serio, se ora resto a guardare il vuoto mi accorgo che sopra il mio comodino c’è un piccolo quaderno con solo sei pagine scritte. solo sei. e già ne ho strappate quattro mentre scrivevo.

Ora alzo lo sguardo verso il vuoto e il quaderno e penso: potrà mai prendere forma e diventare sul serio un libro?

 

Rating: 5.0. From 3 votes.
Please wait...

Roberto Testa

Sono Roberto, classe '96, siciliano. Studio Storia presso l’Università degli Studi di Torino e Contrabbasso Jazz presso il Conservatorio "G. Verdi" di Torino. La storia è molto probabilmente la passione più grande della mia vita, insieme alla musica, alla filosofia e alla politica..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: