Intervista ai Pixel

I Pixel sono:
Andrea Briselli (voce e chitarra),
Alex Ferri (chitarra e tastiera),
Nicola Giannarelli (basso),
Marco Curti (batteria).

Perfettamente Inutile è il nuovo album uscito il 5 marzo.

 I sogni degli altri è il primo singolo estratto dall’album:

Il secondo singolo, Carosello, esce il 5 Giugno, questo il video ufficiale:

 


Intervista ad Andrea Briselli, voce de I Pixel

A cura di Vanessa Putignano


Perché “Pixel”?

Il nome del gruppo è nato nel momento in cui stavamo per pubblicare la nostra prima demo (Finché c’è Tempo, uscita nel 2014) ed è arrivato dopo diverse idee che poi sono state scartate. A proporlo fu il nostro primo batterista, che era un grande fan dei Verdena e probabilmente è stato ispirato dal titolo di una canzone contenuta nel loro primo disco. La cosa divertente è che io e Alex adesso possiamo dire di amare i Verdena e ogni loro singolo album (io li ho comprati tutti originali), ma quando abbiamo iniziato a suonare, quindi anche nel momento in cui abbiamo dato questo nome al gruppo, non li avevamo ancora approfonditi.
Dal nostro primo EP (Niente e Subito, 2015) abbiamo aggiunto anche l’articolo al nome: essendo“Pixel” una parola usata in più lingue, la “I” aiuta a capire subito che si tratta di un progetto italiano, con canzoni esclusivamente in lingua italiana… e, soprattutto, aiuta ad uscire prima tra i risultati di ricerca su Google (ride).
Prima di questo nome ne avevamo pensati altri che sono stati lì lì per essere utilizzati, ma preferiamo non svelarli, per ora!

Chi si occupa della scrittura dei testi dei vostri singoli?

Tutti i testi delle nostre canzoni (non solo dei singoli) vengono scritti da me, è sempre stato così sin dall’ inizio del progetto e credo sia giusto che, per quanto riguarda la parte testuale, ogni gruppo abbia il proprio compositore principale, per mantenere una continuità a livello di stile tra un’uscita e l’altra.
Per quanto riguarda la composizione della musica, invece, il discorso è leggermente diverso. La maggior parte delle idee per le canzoni nascono da me, ma ogni componente apporta poi il proprio contributo alla canzone, trovando soluzioni a cui io da solo non riuscirei ad arrivare. Penso che una collaborazione musicale funzioni nel momento in cui vi sia uno scambio di idee continuo tra tutti i membri del gruppo.
A volte l’idea iniziale da cui nasce una canzone viene portata invece da altri: se penso al nostro ultimo album, per esempio, ricordo che Ha-Ha-Ha  è nata da un’idea di Nicola, mentre Carosello (il prossimo singolo in uscita il 5 Giugno) deriva da un’idea di Alex, a cui io ho poi dato testo e struttura.

Cosa è cambiato in questi anni, nel vostro stile, nella vostra intesa?

A livello di stile, nella nostra musica è possibile sentire uno stacco netto tra la prima demo e tutto quello che abbiamo composto successivamente, si potrebbe quasi affermare che “Pixel” e “I Pixel” siano due gruppi totalmente diversi. Questo è perché quando il gruppo è nato, stavamo davvero imparando a mettere le mani sui nostri strumenti, poi nel corso degli anni abbiamo sempre cercato di migliorare le nostre capacità e, suonando insieme, anche la nostra intesa è cresciuta.
Con Alex, senza contare il fatto che ci conoscevamo già da molto prima perché abbiamo giocato a calcio insieme, suono insieme da 5 anni e, oltre che a quella che reputo una delle mie migliori amicizie, si è sviluppata un’intesa musicale di cui vado davvero orgoglioso; Nicola e Marco sono ne I Pixel da meno tempo rispetto a noi due, ma ci troviamo tutti davvero bene a suonare insieme!

Almeno 2 album che hanno ispirato la vostra musica o comunque a cui sentite di dire “grazie”?

A questa domanda devo necessariamente risponderti con 3 album: i primi 2 sono Is This It degli Strokes e Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not  degli Arctic Monkeys, perché sono i dischi che ci hanno letteralmente fatto iniziare a suonare (caso curioso è che il primo dei 2 ha fatto sì che gli autori del secondo iniziassero, a loro volta, a suonare). Ascoltare questi album ci ha fatto capire che è possibile comporre musica d’impatto anche senza straordinarie doti tecniche, e credo che la nostra prima demo rifletta appieno queste influenze.
Il terzo album che ti cito è un’influenza più del sottoscritto che del resto del gruppo: Turn On The Bright Lights degli Interpol, che tuttora ti nomino tranquillamente come mio disco preferito di sempre. Penso sia ovvio che io abbia scoperto questo album nell’ intervallo di tempo che va dalla nostra prima demo al nostro primo EP: è un disco che mi ha aperto un mondo a livello musicale, che mi ha permesso di scoprire tanti altri artisti e gruppi musicali che ho macinato nel corso degli anni, e che senza questo album, probabilmente non sarei mai arrivato ad ascoltare.
(Una copia in vinile di questo disco è appesa nella sala prove de I Pixel).

Qual è il vostro concerto dal quale siete usciti maggiormente soddisfatti? Quali emozioni avete provato?


Il primo che mi viene in mente è il concerto al Samo di Torino, per l’Indiependence Festival del 2017. Per questo concerto avevamo affittato un pulmino con autista annesso e, ovviamente, tutti i soldi guadagnati con l’esibizione erano andati a finire lì (ride), ma ripensando a com’é andata la serata e al numero di persone davanti alle quali avevamo suonato, posso dire che ne è valsa totalmente la pena.

Come definireste il vostro stile?

Un tipo di Rock che non si sente molto al giorno d’oggi in Italia, misto ad uno stile di scrittura che non è né immediato, né senza senso come quelli di tanta altra musica del panorama nazionale moderno. Etichettare la musica sotto un genere è, a meno che non vi sia una singola influenza palese ed evidente, troppo riduttivo, perché si rischia di sminuire l’intero progetto, di non valorizzare le diverse sfaccettature che vi si possono trovare.

La vostra canzone preferita de I Pixel?

Questa è una domanda che ci viene fatta spesso, ma io ripeto sempre che è un po’ come chiedere a una madre qual è il preferito tra i suoi figli. Tuttavia… almeno per l’ultimo disco, un figlio preferito c’è: Carosello. Probabilmente questa scelta è dovuta al fatto che questa canzone è stata l’ultima ad essere composta per l’album (l’abbiamo finita una decina di giorni prima di entrare in studio a registrare), ma l’emozione che ho provato nel momento in cui ci ho aggiunto i violini finali insieme ad Alex, è una cosa che ricorderò per sempre con particolare piacere.

Un saluto da parte di Andrea e dell’intera banda a tutti i lettori di  Tra Il Cuore e La Mente,continuate a seguire questa pagina perché Vanessa intervista sempre un sacco di artisti cool!

Le auguro di intervistarne tanti altri, tipo noi all’ uscita del prossimo disco (risata finale).

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