Intervista agli Arabel

Gli Arabel sono un gruppo indie-rock di Saluzzo (Cuneo) formato da Stefano Alicandri (batteria), Maurizio Bodrero (voce), Fabio Berardo (chitarra e voce) e Simone Lovera (basso e voce).

A cura di Vanessa Putignano

Come mai il nome Arabel?

Ci piaceva il fatto che Arabel suonasse come il nome di una donna misteriosa ed esotica, ma che avesse una radice molto locale. “Rabel” nel nostro dialetto si identifica “rumore, confusione”, ma aggiungendo con la desinenza “A” prende un altro significato: andare “in rovina”. È stato scelto per esorcizzare il momento difficile che abbiamo vissuto come band nel passaggio all’attuale formazione.

Chi ha avuto l’idea di creare la band?

3 di noi (Fabio, Maurizio e Simone) erano già compagni nei Window shop for Love, una band locale attiva da molti anni che si è sempre esibita con brani originali in inglese. Nel 2015 abbiamo scelto di iniziare a scrivere in italiano: è stato un passaggio importante, in cui abbiamo dovuto anche affrontare un cambio di formazione. Per noi era cruciale cominciare a comunicare in modo più diretto con gli ascoltatori, cercare nuovi suoni, nuove fonti di ispirazione, nuove energie: quando Stefano si è unito a noi alla batteria, sono finalmente nati gli Arabel.

Avete delle sonorità molto simili ad alcuni gruppi indie rock italiani e non. A chi vi ispirate principalmente?

Il punk inglese dei 70’, in particolare con i The Clash, ha avuto un’enorme importanza nella nostra crescita musicale e artistica. Abbiamo grande nostalgia dell’underground italiano a cavallo tra anni ’90 e primi anni 2000. Tra artisti italiani seguiamo (da sempre) Tre Allegri Ragazzi Morti ed Ex-Otago, ultimamente ci piacciono molto anche Motta e i Fast Animals and Slow Kids.

A settembre 2017, esce il primo singolo “Sollievo”, come nasce questo brano? Di che cosa parla?

Come per tutti i nostri altri brani, non scriviamo mai partendo da un testo: lasciamo che sia la musica a ispirare il mood, l’atmosfera, la sonorità delle linee vocali. Il groove di Sollievo si prestava perfettamente per descrivere la sensazione che si prova nel rialzarsi in piedi dopo un momento difficile: per un attimo possiamo sentirci più leggeri, ma con la netta impressione che la felicità sia un “Solido Nulla”. Proprio come l’elio, il gas che fa volare il palloncino sulla copertina del nostro EP.

Chi vi ha aiutato nella registrazione del vostro primo EP “Solido Nulla”?

Sicuramente tre figure sono state centrali per la riuscita di questo lavoro. Luca Basano ci ha aiutato nelle pre-produzioni, nella scelta dei suoni e dei brani. Poi, Lionel Bissiere, un produttore rock francese proprietario del Vulcain Studio di Embrun: abbiamo scelto di affidarci a lui per ottenere un sound diverso dal solito indie pop-rock italiano. E infine, Fabio Rosso: il batterista dei Window shop for Love che ha registrato le parti di batteria.

La mia vostra canzone preferita è Q-indie. Ci sono dentro rabbia, forza, sentimento e dolcezza nello stesso tempo. La vostra?

Ci fa molto piacere che Q-indie ti sia piaciuta: sarà il prossimo singolo, con un video live che uscirà davvero a brevissimo. L’altro brano di “Solido Nulla” che amiamo molto è “Casello”: parla della piccola Granda, la provincia di Cuneo, di cui siamo tutti originari e che crea in noi sentimenti molto contrastanti.

Il vostro più grande sogno?

Crediamo che per i musicisti italiani sia un periodo in cui si dorme poco e si sogni un po’ meno. Per fortuna, dal nulla, possono capitare cose che non avresti neppure immaginato: come salire sul palco per cantare “Anarchy in the UK” con Glen Matlock, fondatore dei Sex Pistols e autore dei loro più grandi successi. Ma l’hai visto il video?

Qual è l’immagine che avete di musica? 

Vediamo la tela di un quadro, su cui continuare a dipingere, sbagliare, ricominciare da capo. Quando lo finiremo, sarà sicuramente  un paesaggio a tinte molto intense: 4 personaggi in primo piano, un orizzonte incerto davanti a loro… Oddio, scritto così sembra un testo di Ermal Meta. Possiamo evitare per non avere problemi con Ermal Meta? Grazie!

Un saluto ai nostri lettori!

Se siete arrivati a leggere fin qui, sappiate che vi vogliamo bene per sempre. Grazie ancora per l’intervista e lo spazio che ci avete concesso: non dimenticatevi di seguire Arabel su tutti i vostri social preferiti e di ascoltare “Solido Nulla” in streaming su Spotify o scaricarlo da tutti gli altri digital store. Alla prossima!

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