Intervista a I Giocattoli

“I Giocattoli” sono una band Indie Pop di Palermo sempre più virali nelle playlist spotify e non solo!
Siete pronti a conoscerli?
Intervista a cura di Roberto Testa

Ciao ragazzi! O meglio, ciao “carusi”! Come nasce il vostro progetto? Perché “I giocattoli”?

Ciao ragazzi!

Il progetto nasce per puro divertimento da un idea di Ernst e Duilio facendo video in cui suonavano alcuni brani conosciuti in maniera demenziale dentro un bagno. Questi video inspiegabilmente iniziarono ad essere condivisi da parecchi utenti, e così decisero di arruolare nella banda anche Chiara e Davide. Con la band ormai al completo, decidiamo di scrivere brani inediti, realizzando cosi “Sulla Neve” con l’aiuto dei nostri amici nonché primi produttori The Heron Temple. E da li è stato fortunatamente tutto in salita!

“I Giocattoli” perché suona bene e può sembrare un nome dolce e carino, ma in realtà il significato è forte. Come i giocattoli tentano di “educare divertendo”, a noi piace mischiare musiche dinamiche con testi riflessivi; il contrasto ci piaceva molto e così eccoci qui: I Giocattoli.

Quali sono i gruppi o gli artisti che più influenzano la vostra musica e i vostri testi? Il vostro pezzo preferito (scritto da voi)?
Sicuramente quelli più in comune fra di noi sono: Diaframma, The Cure, Talking Heads, Arcade Fire e gran parte del cantautorato italiano come Lucio Dalla, Ivan Graziani, Luigi Tenco, Fabrizio De Andrè…
Queste le nostre scelte dei brani preferiti scritti da noi:
Bill Murray (scelta di Duilio e Chiara)
Cuore di Lego (scelta di Ernst)
Frida (scelta di Davide)
Queste ultime due sono uno spoiler, le conoscerete con l’uscita del disco!
Parlateci un po’ della vostra città, a livello di musica: cosa propone la “scena palermitana”? Quanto e cosa può offrire la Sicilia a un gruppo emergente rispetto ad altre regioni?
La nostra città a livello musicale è piena di artisti validi. Sia tecnicamente che artisticamente.
L’unico nostro problema però è appunto cosa può offrire la nostra città e/o regione. La risposta può essere brutta, ma sopratutto per il nostro genere ancora la mentalità non è molto aperta, e oltretutto siamo maggiormente svantaggiati per via degli “spostamenti”. Fare un tour venendo dalla Sicilia vi assicuro che è una cosa super complessa. Per questo abbiamo un rapporto di amore (per la bellezza) e di odio (per logistica) della nostra città.

Il vostro pezzo “Bill Murray” è diventato presto virale, entrando anche nella playlist  “indie Italia” e nella Viral di Spotify; quanto è importante la comunicazione mediatica per una band? A livello di risultati, si ottiene di più suonando in giro o facendo girare la propria musica sul web?

Sicuramente noi siamo uno dei gruppi fortunati di esser nati in questa epoca. Emergere grazie “ai social” è stata la nostra prima fortuna. Penso che senza la comunicazione mediatica oggi non ci conoscerebbe nessuno. Sopratutto per la nostra distanza a livello geografico. Ma sicuramente suonare in giro e far girare la musica sul web dovrebbe andare di pari passo.

Com’è stato suonare all’Alcart 2017 insieme agli Ex-Otago davanti a tutte quelle persone? Avevate mai fatto un concerto così grande?
Penso che tra di noi, anche con i nostri vecchi progetti musicali, abbiamo suonato con massimo 500 persone davanti. Con gli Ex-Otago eravamo con più di 2000 persone ed è stata un emozione immensa condividere un palco cosi con un gruppo di questo livello, che si è rivelato umile e disponibile ed ogni tanto ci si continua a sentire!
Oltre alla produzione di Enrico Roberto (“Carota”) de Lo Stato Sociale, potete spoilerarci qualcosa sul vostro prossimo disco?
Non ha un genere ben definito. Il disco a livello musicale è un misto di elettronica, art rock, indie, pop, psichedelica, hard-core misto a testi che parlano di questa società, di amori che nascono attraverso uno schermo, di voglia di fuggire dalla monotonia e da ciò che si è, di liberazione e tanto altro!

 

Un saluto sicilianissimo ai nostri lettori!

Vi salutiamo con una romantica è bellissima filastrocca siciliana. Grazie per l’intervista e alla prossima! “Minn’acchianassi ‘ncielu si putissi, ccu na scalidda di triccentu passi, nun mi nni curu siddu si rumpissi basta ca ti stringissi e ti vasassi.”

“Salirei in cielo se potessi, con una scala di trecento gradini, senza preoccuparmi che potrebbe rompersi, purchè potessi stringerti e baciarti”

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Roberto Testa

Sono Roberto, classe '96, siciliano. Studio Storia presso l’Università degli Studi di Torino e Contrabbasso Jazz presso il Conservatorio "G. Verdi" di Torino. La storia è molto probabilmente la passione più grande della mia vita, insieme alla musica, alla filosofia e alla politica..

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