Giorno 2: Salone del libro di Torino

Si è conclusa oggi la seconda giornata del Salone del libro di Torino, un venerdí ricco di ospiti e di conferenze interessanti, ecco un breve riassuto di quanto accaduto nella seconda delle cinque giornate dedicate al Salone.

A cura di Claudia Balmamori

‘Lui, io, noi’ è il titolo della conferenza tenutasi questo pomeriggio in sala gialla, ma soprattutto è il nome del nuovo libro di Dori Ghezzi scritto con l’aiuto di Francesca Serafini e Giordano Meacci. Come sottolinea Gabiele Salvatores, non si tratta di un libro biografico o di una raccolta di aneddoti e ricordi su De Andrè; ci troviamo bensí di fronte a un libro d’amore, quello tra Dori Ghezzi e Fabrizio De Andrè, un amore cosí profondo da farci commuovere ancora oggi, dopo quasi vent’anni dalla sua prematura fine.

Dori Ghezzi scrive:’ Con lui non mi sentivo mai in pericolo e non mi annoiavo mai’ , parole di fronte alle quali è impossibile trattenere l’emozione, soprattutto se pronunciate dalla donna che le ha scritte ma soprattutto vissute intensamente. La Ghezzi mostra senza paura la debolezza che l’accompagnó nei momenti subito successivi alla dolorosa perdita, ammettendo: ‘ Non sapevo se sarei riuscita a sopravvivere, a vivere nuovamente, ma la vostra forza ed il continuo parlare di lui mi hanno aiutata a non aver paura, nella consapevolezza che Fabrizio è ancora oggi qui con me, ogni giorno’. Si riferisce al pubblico, infatti, e alla folta schiera di amici che ha seguito la coppia negli anni passati, quando al titolo aggiunge quel ‘noi’. Non solo lei e Fabrizio, ma anche chiunque abbia sognato e si sia innamorato ascoltando le canzoni del cantautore genovese.

La conferenza procede con i ricordi dell’amico Roberto Vecchioni, il quale con aneddoti divertenti e portando alla luce comici ricordi condivisi con il cantautore, conclude definendo De Andrè ‘la più grande ingiustizia italiana del ‘900: l’uomo che più di tutti meritava il Nobel’. Vecchioni infine si congeda dal pubblico intonando ‘Canzone dell’amor perduto’ tra le lacrime e le emozioni dei presenti.

 

‘Vita speciale di un ragazzo normale’ è il sottotitolo improvvisato da Ghemon per il suo primo libro ‘Io sono. Diario anticonformista di tutte le volte che ho cambiato pelle.’. Ghemon nella cornice dell’arena bookstock presenta la sua opera prima con la moderazione di Fabio Geda e Roberto Chetti. In questo viaggio nella vita del cantante irpino si parla di famiglia, di musica ovviamente e delle sedute dallo psicologo.

‘Quello che dico nelle mie canzoni sembra essere una sicurezza assoluta, invece si tratta solo di canzoni automotivanti.’ Ghemon insiste sulla tenacia e sulla consapevolezza, due doti essenziali per riuscire a rendere ‘reali i propri sogni’.

‘A cosa ambisci?’ chiede Geda. ‘Ambisco ogni giorno ad avere un po’ piú di coraggio nelle mie azioni. Vorrei che qualcuno se ne accorga.’

Ghemon conclude il suo intervento ricordando al pubblico le sue ispirazioni musicali e il duro lavoro svolto per distinguersi dalla massa: introducendo un linguaggio forbito e lavorando sula metrica con la specificità di un linguista.

‘Il rap esiste e va compreso in tutte le sue sfumature. Ha la stessa dignità artistica di qualsiasi altro genere musicale, dobbiamo solo aprire gli occhi e rendercene conto.’

 

 

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