Degas, una brevissima biografia

Oggi parliamo di Edgar Degas, pittore e modellatore francese; una figura particolare nel panorama artistico della Parigi della Belle Époque.

 

Edgar Hilaire Germain de Gas nasce a Parigi il 19 luglio 1834. Suo nonno era un banchiere e suo padre gestiva una filiale della banca di famiglia nella Ville Lumière. Edgar viene indirizzato agli studi umanistici e frequenta il liceo Luis-le-Grand. Non segue, invece, le lezioni di giurisprudenza, preferendo dedicarsi al disegno. Tale scelta non viene ostacolata dalla sua famiglia, che dimostra un atteggiamento decisamente diverso rispetto a quello delle famiglie di altri artisti della stessa epoca.

Riesce a farsi annoverare tra gli allievi dell’École des Beaux-Arts e parallelamente si dedica alla copia dei grandi classici conservati al museo del Louvre.

 

Un momento fondamentale per la sua formazione di artista cade nell’anno 1854, quando, per la prima volta, si reca in Italia, dove ha modo di visitare importanti musei e gallerie e di entrare in stretto contatto con la pittura rinascimentale. A questo viaggio ne segue un altro, due anni dopo, nel 1856.

 

Le opere di Degas parlano un linguaggio colto e raffinato. Colti e raffinati sono, infatti, gli ambienti che Degas frequenta e rende protagonisti dei suoi dipinti nella prima parte della produzione. L’aria che si respira è quella frizzante degli ippodromi, le luci sono quelle dei più prestigiosi teatri di Parigi.

 

Nel 1870, però, scoppia la Guerra Franco Prussiana: Degas si arruola ed entra a far parte dei corpi dell’artiglieria della Guardia Nazionale. È in questa occasione che il pittore contrae una malattia all’occhio destro.

 

Appena quattro anni dopo il padre muore: è un momento difficile per lui, perché è costretto a sobbarcarsi tutti i debiti insoluti. Questo avvenimento porta Degas a cambiare la destinazione della sua pittura: se prima infatti non aveva necessità stringente di vendere le proprie opere, ora, invece, ha bisogno di trovare degli apprezzatori che le acquistino.

 

 

È, inoltre, questo il momento che vede il pittore avvicinarsi al gruppo degli artisti indipendenti (di cui fanno già parte Monet, Renoir e Pissarro) che nel 1874 organizzarono nello studio del fotografo Nadar la cosiddetta “Prima mostra degli Impressionisti”. La celebre “serie” delle ballerine appartiene a questo momento. Queste ragazze, che fanno ormai parte dell’immaginario collettivo, ci parlano di leggerezza e movimento, nei quadri in cui le vediamo danzare sul palcoscenico e di fatica e dedizione, nelle opere che le ritraggono alle prove o a lezione.

 

 

Con il passare del tempo i suoi soggetti si fanno via via più “modesti”. La figura femminile rimane protagonista, ma viene abbandonata molta della grazia che aveva caratterizzato la produzione dei primi anni. Fanciulle e signore vengono ritratte in vari momenti del loro lavoro o della loro vita di tutti i giorni. Le “pose” non sono né eroiche, né tantomeno didascaliche, anzi. È come se il pittore le spiasse per coglierle nei loro momenti di massima naturalezza: mentre portano a termine le loro creazioni di modiste, mentre sbadigliano stirando o mentre si lavano nella loro tinozza e si pettinano.

 

Le sue condizioni economiche migliorano notevolmente, ma, parallelamente, quelle della sua salute peggiorano. La malattia agli occhi che aveva contratto alcuni anni prima, colpisce anche l’altro occhio portando Degas a soffrire di una quasi totale cecità. Dipingere a olio gli diventa pressoché impossibile e già da qualche tempo ha adottato la tecnica del pastello. Per questo stesso motivo, a partire dagli anni ‘80 aveva iniziato a esplorare il linguaggio tattile della scultura. Del 1881 è la sua celeberrima opera “Ballerina di 14 anni”: scultura polimaterica che prevede l’utilizzo di un tutù vero. L’opera conservata al Musée d’Orsay di Parigi, è una colatura in bronzo successiva voluta dagli eredi di Degas, l’originale era infatti in gesso.

Degas si spegne il 26 dicembre del 1917; in Europa si sta combattendo la Prima Guerra Mondiale: finisce la Belle Époque e con lei il pittore che più di ogni altro l’aveva glorificata.

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Maria Novella

Mi chiamo Maria Novella, sono una studentessa di beni culturali e faccio parte della compagnia teatrale "Via le Sedie". Arte e teatro sono le mie più grandi passioni.

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