Bojack Horseman : molto più di una serie animata

Bojack Horseman è una serie televisiva prodotta da Netflix dal 2015, una serie animata che sfugge all’idea che ci siam fatti di cartone animato, più profondo e intenso di quanto potremmo mai aspettarci.

A cura di Claudia Balmamori

La serie ha luogo in una Hollywood dove animali antropomorfi ed esseri umani convivono in totale normalità. Bojack, il protagonista, è un cavallo antropomorfo rimasto sulla cresta dell’onda durante gli anni 90 per aver preso parte alla famosa sitcom ‘Horsin’ Around’ ed ora, vent’anni dopo, dimenticato dal pubblico che un tempo l’amava.

La prima stagione si apre con i continui tentativi da parte di Bojack di riconquistare la perduta fama con risultati non sempre eccezionali. La serie prosegue tra ingaggi televisivi e momenti di sconforto che spesso assalgono il protagonista, fantasmi del passato troppo prepotenti e una continua tendenza a farsi male e a non amarsi mai abbastanza.

A far compagnia a Bojack e a tirarlo spesso fuori dalle catastrofiche situazioni che egli stesso crea troviamo: Princess Carolyn, un gatta rosa, prima agente e poi manager, ex fidanzata di Bojack, decisa, combattiva e talvolta anche manipolatrice; Diane Nguyen, definita dallo stesso Bojack ‘la versione asiatica di Daria’ , una giovane donna che lotta nel mondo del giornalismo con il desiderio di sfondare, ma in un modo o nell’altro finisce sempre a dover abbassare le sue aspettative; Mr Peanutbutter, uno spensierato e iperpositivo labrador giallo, nemesi di Bojack e fidanzato di Diane ed infine Todd Chavez, un ragazzo di ventiquattro anni che dopo essersi imbucato ad una festa di Bojack cinque anni prima non l’ha più lasciata e da quel giorno occupa il suo divano saltando da un’idea strampalata a un’altra, idee che spesso riesce anche a realizzare creando veri e propri business di dubbia entità grazie all’appoggio del suo socio Mr.Peanutbutter.

Bojack è un anti eroe, un personaggio complesso, egocentrico e disperato che fa della sua esistenza un continuo climax ascendente di autodistruzione. Guardando questa serie spesso ci sembra difficile schierarci dalla sua parte, ed è proprio questo il bello, abbiamo di fronte a noi un protagonista che non fa nulla per ingraziarsi il pubblico, un protagonista pieno di difetti ma così accuratamente e dolorosamente reale, cosi tanto da riuscire a portarcelo a casa anche una volta finito lo show e spento il computer. Ogni puntata sa farci ridere con il suo black humor ma anche riflettere grazie ai continui flussi di coscienza del nostro protagonista.

Bojack Horseman è una serie che porta lo spettatore ad interessarsi più all’umanità e ai sentimenti dei suoi personaggi che alla trama anch’essa valida. Bojack, ci porta alla scoperta delle sue debolezze che sfociano nell’alcolismo e nell’uso smodato di droga ma soprattutto riesce a parlare di temi come la depressione e l’ansia sociale di cui purtroppo si sente parlare ancora troppo poco nel mondo del cinema e della televisione. Il senso di inadeguatezza, la noia esistenziale, l’angoscia e la più bieca tristezza sono parte di quello che è il grande spettro del carattere di mr. Horseman, un protagonista fuori dal comune ma con cui è terribilmente facile immedesimarsi.

Bojack Horseman è una serie tv che attraverso il mezzo dell’animazione tratta in modo dissacrante e satirico la realtà dei nostri tempi e le sue continue contraddizioni.

La costante ma ben dosata critica allo showbiz è un’altra particolarità ed innovazione di questa serie, che piuttosto che strizzare l’occhio al grande mondo dello spettacolo, lo critica con intelligenza facendoci riflettere su ciò che ci circonda quotidianamente e siam soliti venerare senza cognizione di causa; si parla del giornalismo spicciolo a prova di like e della strumentalizzazione da parte dei media delle vicende più drammatiche, si discute sul ruolo della moda nella continua strumentalizzazione del corpo femminile e della facilità con cui si può possedere un’arma negli Stati Uniti.

La serie, ad oggi, ha totalizzato quattro stagioni e un continuo consenso da parte del pubblico e della critica, motivo per il quale non si esclude una lunga e prosperosa vita nell’impero delle serie tv.

La quarta stagione, uscita l’8 Settembre su Netflix in tutti i paesi dove il servizio é disponibile, segue una strategia diversa da quella adoperata nelle scorse tre stagioni. Prima di tutto notiamo un interessante focus sui personaggi secondari, su quelli che solitamente fanno da spalla a Bojack ma che in questa stagione prendono vita facendoci seguire le loro vicende personali che escludono il protagonista dal loro raggio di azione; in secondo luogo, come ci è facile notare dalla seconda puntata in avanti, troviamo frequente l’espediente narrativo del flashback, in grado di mostrarci i fantasmi di Bojack, la sua famiglia e il conflittuale rapporto con la madre. Ogni tassello, di stagione in stagione, trova il suo posto nella grande cornice compositiva di questa serie assolutamente da non perdere, degna di entrare, come non altre, nel nostro cuore.

 

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