Anna Marchesini – Quella volta che parlò da sola

Era il 1998 quando Anna Marchesini (l’attrice e doppiatrice scomparsa nel 2016) portò in scena il suo primo spettacolo da solista “Parlano Da Sole”, dopo un’intera carriera accompagnata principalmente da Massimo Lopez e Tulio Solenghi – insieme ai quali formava Il Trio. Il Trio fu un gruppo comico particolarmente famoso in Italia durante gli anni ’80 e ’90. Tra i loro sketch più apprezzati ricordiamo I Promessi Sposi, Il Notiziario, La Telenovela, parodie che il pubblico italiano rammenta ancora con il sorriso.

Parlano Da Sole però non vede protagonisti né i personaggi di questi numeri, né tantomeno gli altri due compagni del Trio. Stavolta, il palco è esclusivamente di Anna e delle sue “femminacce”. Palco particolarmente importante dato che si trattava del Teatro Olimpico di Vicenza che conta circa 400 posti a sedere.

Lo spettacolo è diviso in due atti: il primo è una reinterpretazione di Un Letto Fra Le Lenticchie di Alan Bennett, narrante la storia dell’alcolizzata moglie di un vicario e di Anna Cappelli di Annibale Ruccello, che tratta di una giovane ragazza la quale, impazzita, pur di non perdere suo marito, lo uccide e lo mangia; nel secondo atto fanno finalmente capolino “le femminacce”. Queste ultime sono le protagoniste più amate dei suoi spettacoli. Personaggi femminili esilaranti, nate unicamente dalle sue idee – o come direbbe lei, “scappate dalle sue idee”:

a me i personaggi scappano come mi scappa la pipì.

Prima fra tutte compare La Sora Flora, l’unico personaggio della Marchesini che parla in dialetto – il vernacolo di Orvieto – la quale si esibisce affacciata ad una finestra, intenta a spettegolare con delle ipotetiche vicine. Madre di un numero indefinito di figli (se ne stimano trentadue), Flora si presenta con i guanti di gomma e con i capelli grigi e spettinati, mentre recita le frasi che più la caratterizzano, come ‘bonasera a tutte, tanto carucce!’ o ‘Massimiliano, ven’a ‘ffà le cómpete!’.

Successivamente Anna veste i panni de La Signorina Carlo, una donna fortemente miope (caratteristica che ha dato vita al tormentone ‘che siccome che sono cecata’) la quale parla della sua vita inserendo oralmente simboli di punteggiatura – completamente a caso ed in modo scorretto – all’interno delle frasi. Inoltre, si inceppa con alcune parole (come “precipitandovicisi”) ed inizia a balbettare, a combattere quasi con se stessa muovendosi in modi sempre più goffi e comici.

Si susseguono poi Giulietta, un personaggio di nome Juliette che, per risvegliare il rapporto di coppia con il marito Philippe, si traveste – appunto – dalla Giulietta di Shakespeare, reinterpretando un po’ a modo suo il ruolo; L’Attrice del Piccolo Teatro di Milano, la quale appartiene a quella categoria di attrici che sono – citando Anna – sempre così liriche, sempre così divine, sempre così pallide, sempre così emaciate, quelle che “il teatro è la mia vita” e “prendo un cappuccino e mentre lo chiedo già sto facendo Cechof”; L’Attrice della Tragedia, che recita la sua parte in maniera platale, ma volutamente ripetitiva e noiosa.

Arriviamo in seguito ad una delle “femminacce” più amate della Marchesini: Merope Generosa, la sessuologa. Ella tenta di insegnare l’educazione sessuale ad un ipotetico interlocutore e spiega i vari argomenti cercando il più possibile di rimanere distaccata e di utilizzare un linguaggio specifico e professionale, ma finisce sempre per venire invasa dalle sue esperienze personali, lasciando spesso sfuggire anche parole sconce o volgari per poi correggersi immediatamente.

Lo spettacolo si conclude con l’interpretazione de La Cameriera Secca dei Signori Montagné, un’attrice che cerca di recitare il ruolo di una cameriera ‘che già è sfigato di per sè’, ma con scarso successo poiché priva di talento recitativo. Inoltre, questo personaggio – comparso inizialmente con il Trio ed al quale il pubblico è sempre stato molto affezionato – vanta una fama tale da regalare una grandissima soddisfazione alla Marchesini: durante le frasi tipiche della Cameriera Secca, infatti, Anna sente tutta la platea citarle con lei.

Come l’ultimo personaggio interpretato prevede, lo sketch – e quindi spettacolo – si chiude con Anna che, rivolgendo un sorriso al pubblico, cercando teneramente di trattenere una risata, domanda:

Com’ho recitato?

Secondo me, cara Anna, alla perfezione.
E secondo voi?

Di seguito troverete i link per vedere lo spettacolo completo e per i vari sketch separati.
Buona visione!

Versione Integrale https://archive.org/details/youtube-WO6GobcRYqU
Un Letto Fra le Lenticchie https://www.youtube.com/watch?v=G9k21eNUh4s
Anna Cappelli https://www.youtube.com/watch?v=jTG81T2DXXM
La Signorina Carlo https://www.youtube.com/watch?v=I6xKRRgb6CY
La Sora Flora https://www.youtube.com/watch?v=gYICAODQPUU
Giulietta https://www.youtube.com/watch?v=iwgJRGyMWGA
L’Attrice del Teatro Piccolo di Milano https://www.youtube.com/watch?v=uoi8Jm-j_DY
L’Attrice della Tragedia https://www.youtube.com/watch?v=zNGprHa9O8w
Merope Generosa la Sessuologa https://www.youtube.com/watch?v=Px__04KhRKw
La Cameriera Secca dei Signori Montagné https://www.youtube.com/watch?v=mtPWgvomdd8

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2 pensieri riguardo “Anna Marchesini – Quella volta che parlò da sola

  • 17 aprile 2018 in 10:46
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    Bellissimo articolo ed emozionante ricordo! Graziee

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    • 17 aprile 2018 in 23:39
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      Grazie a te dalla nostra Sabrina!

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