5 reasons why not – Tredici e il disturbo psicologico

Tredici (13 reasons why) è una serie creata da Brian Yorkey e basata sul romanzo 13 di Jay Asher.
Distribuita da Netflix, la serie conta già due stagioni, la prima uscita il 31 marzo 2017 e la seconda
il 18 maggio 2018.

A cura di Silvia Genovese

La trama ruota intorno al suicidio di Hannah Baker, che al momento della sua morte lascia sette
cassette registrate con 13 messaggi per 13 persone diverse. Il fulcro della seconda stagione, invece,
è il processo in corso verso il liceo per la morte della ragazza, e il tentativo di andare avanti dopo la
morte di Hannah.

ALLERTA SPOILER SECONDA STAGIONE

Numerose sono state le controversie generate da Tredici, ritenuta da molti, consulenti e psicologi,
pericolosa per il modo esplicito in cui il suicidio viene rappresentato.
Ma, volendo tralasciare la trama e il tema del suicidio, in Tredici c’è qualcosa di più.
Gli osservatori più attenti avranno forse colto diversi riferimenti, mai approfonditi, sul tema del
disagio mentale.

Tredici, infatti, si presenta al pubblico come una serie che riserva grande importanza alle malattie
mentali, ma tuttavia, nell’affrontarle, si mostra spesso romanzata e superficiale.

Cinque sono i disagi citati esplicitamente e non nella seconda stagione di 13 reasons why, ognuno
associato a un personaggio, ma nessuno mai veramente approfondito.

Skye – disturbo bipolare → Skye Miller si mostra all’inizio della seconda stagione come la nuova
ragazza di Clay. Ella si infligge lesioni fisiche, al punto da essere ricoverata in una clinica, dopo
aver ricevuto una diagnosi per Disturbo Bipolare. Il Disturbo Bipolare è un disturbo dell’umore in
cui periodi di depressione sono alternati a periodi di mania. Per questo l’umore passa da stati
depressivi a stati di euforia, risultando estremamente altalenante e instabile, il che spinge molti
soggetti con questo disturbo a togliersi la vita.
Durante lo stato maniacale si provano forti emozioni positive ed euforia, oltre che un benessere
sproporzionato agli eventi di vita. I soggetti sono entusiasti, cercano nuovi stimoli, con un eccessivo
livello di socialità. Iperattività, scarsa capacità di giudizio, senso di onnipotenza e bassa valutazione
del rischio sono tipici dell’episodio maniacale.

Olivia Baker – disturbo depressivo maggiore → Olivia Baker è la madre di Hannah. E’ lei che trova
la figlia dopo il suicidio e che avvia un processo legale contro il liceo. Proprio durante il processo,
le viene posta una domanda sulla sua storia familiare e personale di depressione. La depressione è
un disturbo dell’umore, molto variabile fra una persona e l’altra. I sintomi della depressione
unipolare (senza episodio maniacale) sono di diversa natura, e comprendono sintomi emotivi
(tristezza, incapacità di provare piacere), motivazionali (grandi sforzi per portare a termine
qualunque tipo di attività, desiderio di morte), comportamentali (solitudine, inattività), cognitivi
(visione di sé distorta, senso di inadeguatezza, tendenza a procrastinare, idee anticonservative e
senso di inferiorità) e fisici (sintomi come mal di testa, dolori generici, cattiva digestione, problemi
legati all’appetito e al sonno).

Tyler Down – disturbo ossessivo-compulsivo → nella seconda stagione il personaggio di Tyler
inizia ad uscire allo scoperto quando stringe amicizia con Cyrus, ragazzo ribelle della scuola. E’
proprio lui che, durante un atto di vandalismo, si rivolge a Clay e fa riferimento al disturbo di Tyler.
Le ossessioni sono pensieri e idee intrusive, che pervadono la coscienza della persona. Per prevenire
o ridurre l’ansia, invece, vengono messe in atto delle compulsioni, comportamenti rigidi e
stereotipati che si sente il bisogno di mettere in atto. In misura minore, tutti hanno ossessioni e
compulsioni, ed esse sono utili nei periodi di stress.
Si ha un disturbo ossessivo-compulsivo quando esse diventano eccessive o irrazionali, causano
angoscia, interferiscono con la quotidianità e occupano molto tempo. I pensieri ossessivi sono
invadenti, irresistibili e provocano ansia, ma anche le compulsioni hanno una forza che va al di là
della volontà del singolo.

Jessica – Disturbo da stress post-traumatico → nella prima stagione della serie Jessica scopre,
attraverso una delle cassette, di aver subito violenza sessuale da parte di un altro ragazzo della scuola, Bryce
(il quale aveva fatto violenza anche su Hannah). La scoperta è molto pesante per Jessica, non
memore dell’accaduto, e durante la seconda stagione la ragazza mostra segni di DSPT. Esso si
presenta in seguito a situazioni stressanti di varia entità. I sintomi naturali scatenati da eventi
traumatici possono cessare non appena il pericolo si esaurisce. Se ciò non succede, i sintomi si
presentano anche dopo molto tempo, manifestando il disturbo. I sintomi sono vari, e comprendono
il rivivere l’evento traumatico attraverso ricordi improvvisi, incubi, pensieri intrusivi. Un altro
sintomo è l’evitamento delle azioni che riportano alla mente l’evento. La ridotta reattività generale
implica un senso di distacco e perdità di interesse, arrivando a sintomi di dissociazione, come
problemi a ricordare le cose, confusione, senso di irrealtà. Infine, c’è un’aumentata attivazione
fisiologica con ansia e senso di colpa, caratterizzata da ipervigilanza e difficoltà di concentrazione.

Justin – disturbo correlato a sostanze → Justin proviene da una famiglia difficile. Nella seconda
stagione, quando viene ritrovato da Clay, soffre di dipendenza da eroina, senza riuscire a smettere.
L’eroina è una sostanza depressiva, derivata dall’oppio. L’eroina è l’oppiaceo che causa la maggiore
dipendenza. Essa porta all’abuso, interferisce con il funzionamento sociale della persona, porta
tolleranza e di conseguenza astinenza. I sintomi iniziali di astinenza comprendono ansia,
irrequietezza e frequenza respiratoria accelerata, portando poi spasmi, nausea, vomito e febbre.

Poche sono le serie tv che sono riuscite a descrivere al meglio cosa significa convivere con un
disturbo psichico (si pensi ad Atypical). La sensibilizzazione sul tema è molto importante, e Tredici ha
avuto una grande opportunità di soffermarsi sul tema, anche se non è stata sfruttata al meglio.
Speriamo che nella prossima stagione, già rinnovata seppur non necessaria, si faccia più attenzione
al dolore e alla lotta contro la malattia in opposizione al suicidio, per creare ancora più “reasons
why not”.

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