3% – Chi si merita il “lato migliore” della vita?

Avete amato Black Mirror, 1984 e Hunger Games?  Vi piace lo stile narrativo a livelli
di serie come Dark e the OA? Allora non potrete resistere a 3%, la serie tv brasiliana distribuita da Netflix.

A cura di Silvia Genovese


3% è una serie brasiliana di Pedro Aguilera prodotta da Boutique Filmes e distribuita da
Netflix.
La prima stagione, uscita a Novembre 2016, comprendeva 8 episodi. A marzo di quest’anno è stata poi annunciata l’uscita della seconda stagione (di 10 episodi), rilasciata il 27 aprile 2018.

TRAMA

Come si può dedurre da quanto detto sopra, 3% è una serie ambientata in un futuro distopico, in cui le persone devono vivere in una grande favela, il “lato peggiore”, l’Entroterra. Tutti gli abitanti hanno un’opportunità: compiuti i 20 anni hanno una sola possibilità, il Processo, per passare al “lato migliore”. Il processo è un grande test, che comprende prove fisiche e mentali, e che solo il 3% dei partecipanti può superare.

Il 3% sono gli eletti, esseri considerati superiori, che hanno il diritto di andare avanti evivere, appunto, nel lato migliore: the Offshore. Questa è un’isola pacifica, mai turbata, dove la gente vive con le tecnologie più avanzate e senza contatti con il passato.
Ma è chiaro che un meccanismo del genere a un certo punto dovrà incepparsi. L’Entroterra, infatti, brulica di gente che non è riuscita a passare il processo, e una rivolta inizia a formarsi.

PRIMA STAGIONE E SECONDA STAGIONE

Nella prima stagione abbiamo visto tutto il processo di un gruppo di partecipanti, in un continente che già inizia a muoversi per cambiare le cose. I ruoli sono stabili ci sono i “buoni” e i “cattivi”, tutto sembra statico, fino alla fine della stagione.
E’ con la seconda che arriviamo al movimento vero e proprio: colpi di scena, alleanze che si creano e che si rompono, vecchie amicizie e vecchi rancori. I personaggi non sono più stabili nei loro ruoli, i buoni diventano cattivi e viceversa, c’è un continuo movimento ondulatorio, in cui lo spettatore viene risucchiato. E in questo continuo muoversi la storia cerca di andare avanti, rimanendo anch’essa incastrata nei risvolti che vediamo.
Così ritroviamo i vecchi personaggi, quelli che sono passati e quelli che non sono passati, chi sostiene il processo e chi lo condanna, in una continua lotta fra parti che persone normali, ma ormai segnate per sempre devono prendere in mano e portare a un termine.


Con l’arrivo del processo successivo gli equilibri si rompono, vecchi rancori nei confronti di chi ha messo in piedi il processo rinascono, e vecchi incontri con la Causa, il movimento di ribelli, rianimano una fiamma in alcuni dei protagonisti.

3% è una serie corale, in cui i personaggi sono tanti e diversi, ognuno col suo carattere ben preciso, ognuno studiato a fondo e ognuno con un ruolo nella vicenda.

Il focus non è solo sulla civiltà, sui bassifondi, sul una vita difficile contrapposta a una vita agiata, ma anche
sull’interiorità dei personaggi. Ciò porta lo spettatore a sentire di “conoscere” ognuno di essi.

E’ questo che vi terrà incollati allo schermo. Sebbene la trama della seconda stagione sia leggermente più debole della prima, 3% è una serie da guardare tutta, e da conoscere.

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