11 settembre 2001 : il giorno che cambiò il mondo

C’è una domanda che gira per gli Stati Uniti d’America dagli anni ’60 : dove eri in quel momento?

A cura di Marco Cingottini

Illustrazione di Adele Bilotta

Il momento richiesto risale al 22 novembre 1963, quando fu ucciso a Dallas il presidente John Fitzgerald Kennedy, l’episodio più importante e scioccante accaduto oltre oceano nel secolo scorso.

Ma dalla mattina dell’11 settembre 2001 la risposta a questa domanda è cambiata. Quel giorno ha cambiato irrimediabilmente il panorama internazionale, mettendo fine a quella pace apparente che aveva seguito nel 1989 il crollo del muro di Berlino e la fine dell’Unione Sovietica, dando agli USA una sorta di dominio sul mondo.

Ma dove eravate voi quel giorno? Io ero in ufficio al lavoro e avevamo una radio che sentivamo ad audio basso, una sorta di sottofondo, quando la collega più vicina all’apparecchio esclamò che un aereo di linea si era abbattuto contro una delle Torri Gemelle a New York. La mia prima reazione fu di sorpresa perché, mi chiesi, come era stato possibile che un aereo fosse finito lì, e pensavo a quando, nel 1988, era andato in cima ad una delle due torri insieme ad un mio amico. Quando anche un altro aereo si abbatté contro la seconda torre apparve chiaro a tutti noi che non si trattava di un incidente, ma di atto terroristico vero e proprio. La notizia che anche il Pentagono fosse stato colpito da un terzo aereo non fece che confermare questa ipotesi.

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/bush_undici_settembre_attentati_torri_gemelle_iraq_arabia_saudita-236122.html

Si è molto parlato di cosa successe quel giorno, su come sia stato possibile che i Servizi Segreti statunitensi non avessero intercettato e quindi reso impossibile un atto di tale violenza. Fatto sta che, per la prima volta nella loro storia, i cittadini degli USA venivano colpiti a casa loro dove si credevano inattaccabili, sì è vero c’era stato Pearl Harbour ma lì si era lontani nel Pacifico, qui era casa loro che veniva violata, per loro la parola attentato apparteneva alla vecchia Europa, loro avevano avuto reduci dal Vietnam che impazzivano e sparavano uccidendo oppure studenti repressi e malati che facevano stragi nelle scuole, ma erano americani che sparavano ad altri americani, qui si trattava di stranieri che colpivano in maniera importante e devastante.

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/bush_undici_settembre_attentati_torri_gemelle_iraq_arabia_saudita-236122.html

Il terzo millennio si presenta così cambiando radicalmente tutto. Il terrorismo islamico che colpisce gli Stati Uniti prima e l’Europa dopo ha le sue radici naturali nelle regioni Mediorientali e nel caso di Al Qaeda, l’organizzazione responsabile degli attentati dell’11 settembre 2001, in Afghanistan dove proprio gli Stati Uniti avevano addestrato militarmente i Talebani anni prima per respingere l’invasione dell’Unione Sovietica; viene quasi da pensare che gli americani siano stati puniti da coloro che avevano abilmente preparato alla guerra. C’è da aggiungere che la famiglia dell’allora presidente degli Stati Uniti Bush era in rapporti amichevoli, per ragioni economiche legate al petrolio, con quella di Osama Bin Laden, capo riconosciuto di quella organizzazione, come a dire, vatti a fidare degli amici!

La risposta dell’America agli attentati non si fa attendere ed il 7 ottobre vengono subito inviati contingenti militari in Afghanistan per combattere i Talebani seguaci di Al Qaeda e uccidere il loro capo carismatico. L’idea è di cacciare gli integralisti islamici e ripristinare un modello più democratico in quel paese, sono gli anni in cui con un po’ di presunzione vogliono esportare il modello di democrazia occidentale in quelle zone del globo terrestre. Riusciranno ad uccidere anche il famigerato Bin Laden, ma non fermeranno il nuovo terrorismo di natura islamica che si sta diffondendo piano piano anche nella vecchia Europa, passando da Al Queda a l’Isis, dichiarando praticamente guerra a tutto il mondo occidentale.

http://eusouapolitica.no.comunidades.net/osama-bin-laden

Dopo sedici anni, si può cominciare a storicizzare quell’avvenimento che, seguito dagli attentati sanguinosi che verranno effettuati dal terrorismo islamico in Spagna, Inghilterra, Belgio Germania e Francia, ha cambiato anno dopo anno il nostro modo di vivere, perché, purtroppo, quella che stiamo passando non è una guerra classica con degli schieramenti che si fronteggiano, purtroppo i seguaci dell’Isis sono sparsi in giro per l’Europa, magari sotto spoglie insospettabili , delle cosiddette “cellule dormienti” pronti ad entrare in azione nei momenti più imprevedibili e uccidere al grido “Allah Akbar” (Allah è grande), questo ha reso più problematico indubbiamente combattere questo tipo di terrorismo e creato una sorta di psicosi collettiva, per cui al primo sospetto si scatena subito il panico, è una cosa che succedeva per altre ragioni durante gli anni settanta, ma di questo abbiamo già parlato in un articolo precedente.

Quello che però appare più evidente è il fallimento della politica estera militare degli Stati Uniti e di quelle nazioni, in primis la Gran Bretagna, che hanno appoggiato anche la successiva invasione dell’Iraq (marzo 2003) con la motivazione, rivelatasi poi falsa, della costruzione da parte di Saddam Hussein di ordigni nucleari, e che porterà solamente scompiglio in quelle zone, non riuscendo ancora oggi, in Afghanistan stanno tornando forte i Talebani, e anche in Iraq le cose non vanno meglio, a portare quel clima di pace duratura promessa all’inizio del conflitto.

Insomma da quel fatidico 11 settembre 2001 sembra essere partito una sorta di cambiamento epocale, che ha portato tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011 anche gli stati del nord Africa a ribaltamenti governativi, passati alla storia come la Primavera Araba, dove si è potuto infiltrare l’estremismo islamico con azioni violente in Egitto e Tunisia, allontanando queste zone dal turismo europeo che da sempre affollava queste terre, vi ricordate il famoso mal d’Africa da parte degli inglesi?, e ancora oggi mentre scrivo non si riesce a vedere la fine di questo delicatissimo periodo storico che stiamo vivendo.

Gli Americani, bontà loro, hanno arricchito le loro sceneggiature cinematografiche e televisive in cui loro combattono il nemico di turno. Sembrerà ironico ma sembra che abbiano sempre bisogno di un nemico contro cui dimostrare la loro forza: da i Nativi Americani , leggendari i film con John Wayne nella parte dell’americano buono che caccia i cattivi Pellerossa, ai comunisti sovietici e per finire agli integralisti islamici che popolano film e serie televisive da una decina d’anni a questa parte.

 

Scherzi a parte, quella data rimarrà scolpita per sempre nelle nostre menti, soprattutto per quelli come me che l’hanno vissuta personalmente, certo, davanti ad un televisore, ma con la sensazione che da quel preciso istante la nostra vita sarebbe in qualche modo cambiata.

Ma voi dove eravate in quel momento?

Illustrazione di Adele Bilotta

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